Volete un prato di trifoglio: come piantarlo e come prendersene cura
Diciamo basta ai soliti prati in erba e proviamo a passare a un prato di trifoglio. Da molti considerata un’erba infestante, in realtà il trifoglio si rivela essere un’ottima copertura per il nostro giardino Oltre a essere molto belli e particolari da vedere, richiedono meno manutenzione rispetto all’erba per quanto riguarda acqua e sfalcio. Inoltre non necessita di concimazione, fornisce un habitat a molte specie animali e i suoi fiori attraggono gli insetti impollinatori, fra cui api e farfalle.
Come piantare un prato di trifoglio

Solitamente i prati di trifoglio tendono a usare o trifoglio vero o un ibrido di trifoglio ed erba. Ultimamente i prati d’erba sono meno gettonati. In parte perché richiedono manutenzione continua, in parte perché causano un maggior consumo di acqua, concimi, carburante (per il tosaerba) e un maggior inquinamento (per via dei fertilizzanti e pesticidi vari usati).
Per questo motivo in tanto stanno preferendo il trifoglio all’erba. Questo anche a causa di diversi vantaggi:
- il trifoglio resiste meglio alla siccità
- non ha bisogno di fertilizzanti
- essendo una leguminosa, il trifoglio è un fissatore dell’azoto
- riduce l’impatto ambientale
- non ha bisogno di essere falciato di continuo
- non necessita di troppa acqua di irrigazione
- fornisce più habitat a diverse specie
- attira gli insetti impollinatori
Per par condicio, però, dobbiamo anche parlare degli svantaggi di un prato di trifoglio:
- il trifoglio resiste meno al calpestio rispetto all’erba (cosa da tenere conto se in giardino ci sono bambini o animali domestici)
- non forma uno strato uniforme, quindi d’inverno, quando muore, potreste notare delle aree scoperte in cui si vede il terreno sottostante
- visto che attrae gli impollinatori, potrebbero esserci problemi in caso di presenza in casa di persone o animali allergici alle punture d’api
- se nel prato di trifoglio fanno capolino le erbacce, non esistono prodotti selettivi per eliminarle: se li usate, uccidete anche il trifoglio
Detto questo, se siete decisi a intraprendere la strada del prato di trifoglio, ecco che gli esperti consigliano di usare un ibrido fra trifoglio ed erba. Questo perché il trifoglio d’inverno muore e dunque, se avete un prato di solo trifoglio, d’inverno il terreno rimarrà scoperto. Il che potrebbe condurre allo sviluppo di erbacce o erosione del terreno.
Ovviamente conviene sempre scegliere la varietà giusta per il clima della zona in cui viviamo. Basta chiedere ai vivai quale sia la scelta migliore. Per quanto riguarda la semina, non dovrete fare nulla di diverso rispetto a quando seminate l’erba normale.

Ricordatevi solamente di rastrellare per bene prima rami e foglie. I semi di trifoglio, infatti, devono stare a contatto col terreno per germinare. Potete seminare a mano o usare anche uno spandiconcime per distribuirli in maniera più uniforme sul terreno.
Una volta seminati, ricopriteli con un sottile strato di terriccio, ma senza esagerare, altrimenti non avranno abbastanza ossigeno per crescere. Irrigate poi regolarmente durante la fase di germinazione e crescita, ma questo solo se non riceve sufficiente acqua piovana.