L’igname: un alleato naturale per la mente, il cuore e la longevità
L’igname è un tubero diffuso in molte parti del mondo, in particolare in Asia, Africa e nelle Isole Canarie. Sebbene sia meno conosciuto in alcune regioni, è un alimento molto apprezzato per la sua versatilità in cucina e i suoi benefici nutrizionali. Grazie al contenuto di carboidrati complessi e fibre, fornisce energia in modo graduale ed è adatto a diverse tipologie di dieta. Può essere preparato in vari modi, come arrosto, al vapore o ridotto in purea. Oltre all’uso alimentare, l’igname è impiegato anche in ambito fitoterapico per le sue proprietà benefiche.

Dal punto di vista nutrizionale, è un alimento saziante che contiene circa il 12% di proteine e una buona quantità di minerali essenziali come potassio, calcio e fosforo, oltre a vitamine come la C e la B6. Il suo consumo è legato a diversi effetti positivi: contribuisce a migliorare la fertilità, fornisce energia agli sportivi e può aiutare a gestire i sintomi della menopausa. Inoltre, grazie alla presenza di antiossidanti, aiuta a combattere l’invecchiamento cellulare e a rafforzare il sistema immunitario.
Un altro aspetto interessante è il suo possibile effetto positivo sulla memoria e sulle funzioni cognitive, grazie alla diosgenina, un composto naturale che favorisce le connessioni neurali. Anche la salute cardiovascolare può trarne vantaggio, poiché il potassio e la vitamina B6 contribuiscono a mantenere la pressione sotto controllo e a proteggere il cuore.

Pur somigliando alla patata dolce, l’igname ha una buccia più dura e irregolare, il che lo rende un po’ più difficile da sbucciare. Per preservarne al meglio le proprietà, è consigliabile cucinarlo al vapore o al forno, evitando di bollirlo per non disperdere alcuni nutrienti. Tuttavia, un consumo eccessivo può causare disturbi digestivi come nausea o diarrea, quindi è meglio non esagerare. Inoltre, chi soffre di problemi ormonali legati agli estrogeni o ha patologie a carico di seno e utero dovrebbe consultare un medico prima di introdurlo nella propria alimentazione.