Antiaris Tossicaria: la verità sull’albero pericoloso e il suo lattice

L’Antiaris toxicarica, meglio conosciuto come albero Upas, è protagonista di una delle leggende più affascinanti e durature del sud-est asiatico. Secondo le leggende, gli uccelli che si posavano sui suoi rami morivano fulminati e chiunque lo toccasse moriva. Queste storie si diffusero velocemente, alimentando paura e curiosità tra chi le ascoltava, facendo crescere la fama di questo albero.

Antiaris Tossicaria: albero velenoso

In realtà, molte di queste narrazioni erano esagerazioni, in gran parte create dai nativi locali per proteggere il segreto del vero pericolo che l’albero nascondeva. Sebbene l’Upas fosse effettivamente un albero che produceva un lattice velenoso, il suo potenziale letale non era così immediato come descritto nelle storie. Di fatti, il lattice di questo albero conteneva glicosidi tossici, che venivano utilizzati dai nativi per avvelenare le frecce da guerra, ma l’albero stesso non rappresentava una minaccia mortale semplicemente guardandolo o toccandolo come si credeva.

Antiaris Tossicaria: albero velenoso

Quando i botanici occidentali iniziarono a esaminare l’albero, si accorsero che non lo descrivevano affatto come pericoloso. Nonostante il lattice velenoso, non era letale semplicemente per la sua presenza o per il contatto superficiale. Gli uccelli mangiavano i frutti senza subire danni, mentre i nativi utilizzavano le fibre dell’albero per fare corde e altri oggetti quotidiani. Tuttavia, la leggenda sulla sua pericolosità continuò a prosperare mentre la paura e l’ignoranza verso ciò che era sconosciuto la alimentavano.

Questa situazione fece sì che l’Upas divenne, più che altro, simbolo di paura e mistero. La sua fama si diffuse come un “vegetale nemico pubblico“, una minaccia immaginaria che si rifletteva in romanzi e racconti che vedevano l’albero come una trappola mortale pronta ad abbattere chiunque vi si avvicinasse. La realtà, tuttavia, era ben diversa: l’ Antiaris toxicarica era solo un albero come tanti altri, che in determinate condizioni e con l’utilizzo del suo lattice poteva diventare davvero pericoloso.

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